Marta Zebri, capitano della squadra dell’Ospedalieri di terza divisione A, dipinge un ritratto di Alessandra:
Perché Spritz n’ Play Cup?
Spritz era il saluto e l’aperitivo preferito di Alessandra che condivideva questa “passione” con tutta la squadra. Play perché Alessandra era il palleggiatore della formazione e il punto di riferimento, in campo e fuori.
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Chi era per voi Alessandra?
Era la ragazza più disordinata e iperattiva della squadra: adrenalina allo stato puro, grinta e gioia fatta persona. Aveva la capacità di creare caos e farci ridere in ogni momento.
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Ricordi qualche episodio particolare?
Ad un allenamento riuscì ad incastrarsi nella rete a causa di un orecchino ingombrante che non voleva togliere rimanendo appesa come un pesce. Nello spogliatoio non esisteva spazio per noi, era tutto suo, il termosifone con il pigiamone e i calzini, la panca con il borsone e le altre cose sparpagliate per tutta la stanza.
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Come ricordate Alessandra?
Ogni occasione è buona per ricordare i momenti passati con Alessandra, per ricordare chi era la nostra amica, per ridere ancora dei momenti passati insieme, ma che vivono ancora limpidi in ognuno di noi. Li raccontiamo spesso, perché vogliamo tenere vivo il suo ricordo e perché vogliamo far conoscere anche agli altri la nostra splendida e scapestrata amica

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